Il sapere condiviso

Lo ammetto, è una mia pecca. Su internet, dove la condivisione è il verbo, ho sempre “sherato” molto poco. Nella vita reale è diverso, mi sento meno debole e preferisco il contatto visivo e umano. Le mie ex allieve di patchwork e quilting lo possono confermare, averle rese indipendenti nel calcolo e nelle misurazioni dei propri quilt è stato il più bel regalo che potessi fare loro, in un momento in cui, intorno all’anno 2000, il patchwork era solo sapere di pochi in Italia, e quei pochi corsi che c’erano non ti permettevano poi di camminare con le tue gambe. Io sono sempre stata invece una convinta mecenate di Libertà. E quindi? Perchè su questo mezzo non riesco ad essere così altrettanto generosa?Forse perchè qui la “ruberia” impenitente è più diffusa. Forse perchè a volte credo di vivere in un mondo tutto mio inaccessibile dall’esterno, in un mondo che conosco solo io e nel quale mi crogiolo perchè infondo la solitudine nella quale mi sono chiusa è confortevole, mi è amica, mi protegge dalle delusioni del mondo reale.

Ecco credo che si tratti di questo. Poi però succede che ti rendi conto che non siamo più nel 1998, che le informazioni su internet non sono più soltanto di pochi, ma sono di tutti, che oggi il sapere è davvero condiviso, e se non lo dici tu per primo, lo farà qualcun altro, e tu farai sempre la figura di quella che corre appresso agli altri, e mai di quella che l’ha saputa per prima. E comunque non è una gara. giusto?

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E quindi. C’è che Flow Magazine ho cominciato a leggerlo un bel botto di anni fa; C’è che ho conosciuto Susannah Conway nel 2012, c’è che dallo stesso anno sono abbonata e le mie riviste preferite straniere sono diventate  TAPROOT e UPPERCASE anche queste e di cui ancora nessuno parla in Italia, (ma che presto saranno di dominio pubblico. E poi c’è anche MAKING edita da Carrie Bostick Hoge di Madder che è strafica e piena di belle cose se non fosse che fa sold out in un baleno e che non accetta paypal come metodo di pagamento.

C’è che ci sono tre libri per aspiranti illustratori che se ne stanno nella mia biblioteca e sono tanto belli e che finalmente, non per merito mio, cominciano a girare anche tra le amiche creative che seguo.

libriperillustratori

PS: Il libro più bello di questi tre è Illustrationg Children’s Book di Martin Salisbury, quello cono la copertina blu.

Quando ho incontrato Elizabeth, ricordo che la sua frase preferita era “Come on ladies, share your passion, share your love, share your goodness, please, SHARE!!!” E’ venuto il momento di uscire dal guscio. Di cominciare a fare vedere cosa c’è in questo mondo che tengo così nascosto. Che dici, vieni a vedere?

A presto. Xoxo, Giusy

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