C is for Creativity

Questa estate sta passando lenta e calma come non mai. Siamo a tre quarti di Luglio e se devo fare un bilancio, ci sono stati giorni di caldo afoso, che ho sopportato a fatica e giorni più freschi  che devo ammettere mi sono piaciuti molto di più. Da una decina di anni a questa parte il caldo non lo amo per niente. Aspetto le ferie per potermi regalare qualche giorno di vacanza e portare al mare il mio bambino. Nel frattempo mi sono alzata presto ogni mattina, da 28 giorni ho intrapreso il progetto dei #100daysproject ed ogni mattina prima delle 6.00 disegno con la mia penna stilografica Kaweco su un foglio preso dal mio sketchbook formato A5 ripiegato quasi a metà sul lato lungo il soggetto che ho in mente: E’ sempre “buona la prima”, nel senso che ho deciso per questo challenge di non correggere mai nulla di quello che esce, di non rifare e di tenere lo schizzo per come è venuto. Poi lo immortalo con la telecamera del mio telefonino (al momento un Nokia Lumia economico, perchè l’Iphone 6 è finito nel water grazie alle manine sante di mio figlio verso fine  febbraio e da quel momento ho deciso che non avrei mai più speso tanti soldi per uno smartphone.) e posto la foto su Instagram. E’ curioso notare il fatto che proprio lo schizzo che mi era piaciuto meno questa settimana, ha ottenuto più cuoricini, questo la dice lunga sulla nostra percezione di noi e delle nostre capacità, del resto chi scrive di creatività la sa lunga, e spesso proprio loro, come Elizabeth Gilbert o Austen Kleon o Julia Cameron dicono di mostrare i nostri lavori al di la del nostro giudizio. E forse è venuto il momento di farlo senza pensieri smettendo di giudicare me stessa.

b is for begonia

Lo schizzo incriminato – B is for Begonia @jdeebella su Instagram

Mi sono quindi interrogata sulla Creatività, su cosa significa ed ha significato per me. E mi sono detta che buona parte della mia vita l’ho dedicata a lei, a volte con un gran senso di colpa a volte con un gran sollievo. Quando ho iniziato questo blog ho deciso di lasciare fluire quanto più possibile questa condizione, di non nascondermi più, di accettare quello che viene. Dopo il trasloco ho potuto avere nuovamente uno spazio dove poter creare liberamente ho ricominciato a cucire.

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La mia Craft Room e Sewing Studio

Cucire dopo tanto tempo mi ha riportata a quando appena ventenne passavo ore in cucina a casa dei miei a lavorare alle mie creazioni. Più tardi avevo creato una linea di accessori tutta mia fino alla maternità. Dopo la nascita di mio figlio mi sono dedicata a lui, mantenendo comunque lo spazio aperto alla creatività ma in attività molto più leggere che mi permettevano di “prendere e lasciare” il lavoro, come per esempio la maglia o il disegno. Dopo il trasloco ho deciso che avrei ricominciato anche a cucire nel mio nuovo studio, dal momento che la mia Bernina poteva finalmente ritornare a restare sul tavolo senza dover essere riposta ogni volta. E da un paio di settimane è tornata anche l’ispirazione. Vecchi modelli ma anche nuovi. L’ultimo creato proprio ieri.

Le Travel Tea Bag Holder Pouch sono state il mio cavallo di battaglia in passato, le ho inventate tra il 2008 ed il 2009 ed andavano davvero forte. Ora le ho leggermente modificate, ma sono sempre così carine e decisamente adoro cucirle.

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Mentre ieri mattina, sempre all’alba come mio solito, stavo disegnando il nuovo fiore della giornata per il #100daysproject, e visto che il piccolo finalmente ha potuto dormire fino a tardi, presa dall’ispirazione ho pensato che avrei potuto creare una borsa porta sketchbook. E li subito le idee sono cominciate a fluire, ho pensato ad una bustina con patella come si usava una volta, un po’ sagomata, che richiami alla non linearità dell’arte. Terminato il disegno sono andata dritta nel mio studio ed ho creato il prototipo. Dopo Marco si è svegliato e quindi ho passato la mia giornata con lui.

Stamattina però alle 7.30 ero di nuovo li. E la Sketchbook Bag o Sketchbag come l’ho chiamata è pronta e finita. Per questa ho usato la stoffa della mia collezione primavera estate Floralia e per la patella di chiusura un cotone americano che riprende il tema del cucito vintage. Che te ne pare?

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Direi che per ora sono molto soddisfatta. E’ stato anche un bel modo per poter usare le stoffe che ho disegnato quest’anno. A volte si ha quella sensazione di non aver fatto nulla di buono, ma se guardo queste foto, devo proprio ricredermi. Produco tanto, in silenzio a volte, ma non posso dire di non aver creato nulla.

Buona domenica, con un pizzico di creatività!

xoxo, Giusy

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